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Dal mercato immobiliare a quello del lavoro, la top ten delle città italiane più attrattive

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Con uno scenario attuale mutato completamente a causa della crisi e in rapida trasformazione, un fattore di primaria importanza per le città è l’attrattività. Si tratta della capacità di creare e mantenere elevati livelli di performance in svariati campi, dal settore immobiliare al mercato del lavoro, tali da attirare l’attenzione degli investitori. A stilare la classifica delle città più attrattive è ITALY2INVEST, il nuovo servizio messo a punto da Nomisma.

Per misurare la capacità dei territori di esprimere “valore”, Nomisma ha individuato oltre 600 indicatori riconducibili a 16 domini di analisi: Ambiente, Bilanci Comunali, Condizioni Socio-Economiche, Finanziamenti medi, Credito, Intensità di ricorso alla Giustizia, Livello dei Servizi Offerti, Imprese, Infrastrutture e Servizi, Istruzione, Mercato del Lavoro, Mercato Immobiliare, Intensità degli Spostamenti della Popolazione, Popolazione, Trasporto e Turismo. Questo patrimonio di dati si concretizza nella proposta di un indicatore di sintesi – Nomisma I21 Score – che consente di misurare l’attrattività dei comuni italiani.

Le prime 10 città italiane che più si distinguono per attrattività sono: Milano, Torino, Genova, Firenze, Venezia, Bologna, Verona, Parma, Ferrara e Ravenna.A risaltare nel panorama italiano sono alcune delle città metropolitane, che occupano i primi 6 posti della top 10 con punteggi dello score superiori a 65, a cui vanno aggiunte Bari (17-esima) e Roma (18-esima, con uno scarto dalla prima in classifica inferiore ai 4 punti). Seguono – in ordine di ranking – Cagliari, Catania, Reggio Calabria, Palermo, Messina e Napoli, tutte città con score superiori a 56 e un piazzamento comunque tra i primi 100 comuni più attrattivi d’Italia.

Tutti i capoluoghi presentano indicatori che si collocano al di sopra della media italiana e il 52% di questi ottiene uno score elevato – almeno 60 punti su 100. L’attrattività espressa da città metropolitane e capoluoghi di provincia non deve, tuttavia, indurre a sottovalutare i buoni risultati ottenuti da comuni di medie-piccole dimensioni (centri con non più di 50.000 abitanti), tra cui spiccano Jesolo, San Donato Milanese e Alba (rispettivamente con un NOMISMA I2I SCORE di 57.8, 57.2, 56.9 punti).Genova, Milano e Torino – con un differenziale dell’indice di Proattività rispetto alla media nazionale superiore al 135% – sono le città maggiormente proiettate verso il futuro in termini di visione strategica e sostenibilità delle scelte. Allargando l’analisi al di fuori di un podio interamente occupato da realtà del Nord Italia, Bari, Napoli, Salerno e Palermo si collocano nella top25 dei comuni più proattivi.

La dinamicità, intesa come fattore di vivacità socio-economica, è invece il fattore connotante di Milano (differenziale dell’Indice di Dinamicità rispetto alla media italiana 137.3%) Venezia (differenziale 136.9%) e Genova (differenziale 136.5%). Sotto questo aspetto si distingue anche Roma, che si colloca al 19-esimo posto su scala nazionale e all’ottavo tra le città metropolitane. Le 10 città più competitive in termini di solidità economica, capitale umano, infrastrutture e servizi risultano invece: Milano, Torino, Firenze, Venezia, Genova, Bologna, Padova, Verona, Roma e Ravenna – tutte con punteggi dell’Indice di Competitività largamente superiori alla media nazionale (differenziale superiore al 136%).