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Dalla Camera di commercio di Milano il vademecum per acquistare o affittare casa

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Incarichi di mediazione, proposte d’acquisto e contratti preliminari: i principali step descritti e spiegati dal vademecum. In caso di lite si può ricorrere alla giustizia alternativa. La Camera di commercio di Milano ha pubblicato il nuovo “Vademecum per acquistare o affittare casa” destinato ai consumatori, che informa sul migliore procedimento di vendita di un immobile e spiega i vari passaggi che permettono di attivare processi di vendita e di acquisto sicuri e affidabili.

Modalità e termini di pagamenti ben definiti, descrizione dell’immobile con relativa piantina per verificare se ci siano difformità rispetto alla situazione reale, documentazione che attesti l’agibilità dell’immobile, dichiarazione di conformità degli impianti dell’immobile, data precisa entro la quale l’immobile sarà consegnato libero da persone o da cose: sono questi alcuni dei principali punti spiegati dal nuovo vademecum e che venditore ed acquirente devono controllare nel momento in cui si sceglie di firmare una proposta d’acquisto. Il compromesso, contratto preliminare di compravendita, firmato sia dal compratore sia dal venditore e che ha lo scopo di obbligare l’acquirente e il venditore a stipulare il contratto definitivo con cui si trasferisce la proprietà dell’immobile è un altro step rilevante. In caso di controversie, oltre ai processi civili, esiste anche la possibilità di fare ricorso a un accordo di tipo extragiudiziale, chiedere allo stesso mediatore immobiliare di risolvere il problema oppure rivolgersi a uno sportello di conciliazione presso le associazioni dei consumatori o presso le Camere di Commercio.

Il vademecum, un progetto promosso dalla Camera di commercio di Milano in collaborazione con le associazioni dei consumatori, è disponibile sul sito www.mi.camcom.it

SETTORE IMMOBILIARE: SONO 67 MILA LE IMPRESE ATTIVE IN LOMBARDIA SU 248 MILA IN ITALIA. Da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al primo trimestre 2017, emerge che Milano è prima con 30 mila attività, il 12% nazionale, una su otto. Precede Torino e Roma che ne contano oltre 17 mila ciascuna, Brescia quarta con 8 mila. Seguono Firenze, Bologna, Padova e Bergamo che superano tutte le 6 mila. Tra i territori lombardi fanno bene anche Varese e Monza e Brianza con circa 6 mila ciascuna e Como con quasi 4 mila. Un settore in cui la Lombardia da sola rappresenta oltre il 27,1% del totale.